NEWS

Home / News stories

Nella prima caccia alle streghe del 2018, io sto con Oxfam



Antonella Valmorbida, Segretario Generale di ALDA, membro di Concord Italia e di Concord Europa

Pur non essendo direttamente coinvolta nello scandalo scoppiato sul caso Haiti, ci tengo a esprimere la mia vicinanza a Oxfam, che conosco – e conosciamo – bene sia al livello Italiano che al livello Europeo. ALDA è membro di Concord Italia, tramite il suo ufficio italiano, e anche di Concord Europa, tramite il suo lavoro europeo, così come Oxfam. Dunque ci frequentiamo e collaboriamo spesso con i nostri colleghi. 

Quello che è successo ad Haiti e la totale responsabilità dello staff sul campo è un campanello di allarme per tutte le associazioni che reclutano cooperanti che operano in condizioni difficili e lontane. La velocità dell’intervento umanitario aumenta il rischio di fare errori. Dobbiamo essere più vigili, fare controlli incrociati sulle persone che assumiamo. Questo riguarda possibilità di comportamenti che possono ledere la dignità e salute della persona, ma anche le questioni di etica (corruzione e altri comportamenti dannosi e illegali). Dobbiamo tutti sapere fare di meglio e di più. 

Tuttavia, Oxfam è un’organizzazione che – per quanto la conosco – ha saputo fare moltissimo, e con uno spiccato senso etico. Si tratta di una realtà enorme che gestisce grandi risorse, ma non per questo è da considerare un “male”. Le risorse rappresentano finanziamenti pubblici e privati, come per tanti di noi. Le relazioni si basano su costruzioni di lunghi percorsi di fiducia e di controlli permanenti da parte delle istituzioni che ci finanziano.

Questa battaglia mediatica contro Oxfam e con loro contro le associazioni che fanno programmi per lo sviluppo e aiuto umanitario mi sembra una caccia alle streghe, un pezzo di carne da azzannare a tutti i costi. Il giornalista della BBC che chiede insistentemente alla direttrice di Oxfam “se sa quantificare quante persone rischiose ha nella sua struttura” non ha nessun senso. L’evento non è stato ricorrente e non ho memoria di un caso simile. Se si sapessero quante persone rischiose si hanno nella propria squadra, sarebbero già state espulse. Certo un livello di trasparenza più alto sull’allontanamento di personale per comportamenti illegali e non etici è auspicabile, perché lo staff in questione non si “ricicli” in altre posizioni di cooperazione; così come mi auguro che di fronte a una maggiore trasparenza, media e istituzioni non stigmatizzino l’associazione che allontana lo staff.

Siamo tutti d’accordo che utilizzare risorse pubbliche e lavorare con persone vulnerabili implica una responsabilità maggiore, decuplicata. Ma credo che Oxfam sia all’altezza della sfida, come anche noi cerchiamo di essere, ogni giorno. I soldi pubblici, d’altronde, finanziano anche strutture nazionali e istituzioni nelle quali, purtroppo, ci sono veri e propri buchi neri…

Pur essendo lecito e doveroso fare meglio, sempre e in continuazione, dobbiamo saper riconoscere il lavoro aggiunto quando è sotto i nostri occhi. 


In The Current 2018 Witch Hunt, I support Oxfam

Antonella Valmorbida, ALDA Secretary General, Member of Concord Italia and Concord Europe.
 
Although I am not directly involved in the scandal erupted on the Haiti case, I want to express that I am close to Oxfam, which I know - and we know - well both at Italian level and at European level. ALDA is a member of Concord Italia, through its Italian office, and also of Concord Europe, through its European work, as well as Oxfam is. Therefore, we attend and often collaborate with our colleagues.
 
What happened in Haiti and the total responsibility of the staff in the field is an alarm bell for all the associations that recruit workers who work in difficult and distant conditions. The speed of humanitarian intervention increases the risk of making mistakes. We need to be more vigilant and double check the people we hire. This concerns possibilities of behavior that may damage the dignity and health of the person, but also ethical issues (corruption and other harmful and illegal behaviors). We all need to know how to do better and more.

However, Oxfam is an organization that - as far as I know it - has been able to do a lot, and with a strong ethical sense. It is a huge reality that manages large resources, but this should not be considered an "evil" aspect. Their resources represent public and private funding, like for many of us. Relationships are built on long paths of trust and permanent controls by the institutions that finance us.

This media attack against Oxfam and, together with them, against the associations that make programs for development and humanitarian aid seems to me a witch hunt, a piece of meat to be bitten at all costs. The BBC journalist who insistently asked the director of Oxfam "if you can quantify how many risky people you have in your structure" makes no sense. The scandal has not been recurrent and I have no memory of a similar case. If you knew how many risky people you have in your team, they would have already been expelled. Certainly a higher level of transparency on the removal of personnel for illegal and unethical behavior is desirable, so that the staff in question would not be "recycled" in other positions of cooperation. At the same time, I hope that in the face of greater transparency, media and institutions would not stigmatize the association that dismisses the staff.

On one hand, we all agree that using public resources and working with vulnerable people implies a greater responsibility. But I believe that Oxfam is up to the challenge, like we try to be as well, every day. Public money, on the other hand, also funds national structures and institutions in which, unfortunately, there are real black holes ...

Although it is right and necessary to improve, always and continuously, we should be able to recognize the added value work when it is in front of us.
 
 
 

 



mail

Subscribe Newsletter:

Subscribe to ALDA monthly newsletter, available in five languages - English, French, Italian, Serbian, and Russian

Office in Strasbourg

Council of Europe
1, avenue de l'Europe 
F-67075 Strasbourg - France

Phone: +33 3 90 21 45 93
Fax: +33 3 90 21 55 17
Email: aldastrasbourg@aldaintranet.org
General contact: alda@aldaintranet.org

Office in Brussels

Rue Belliard 20
Bruxelles 1040
Belgium
Public transportation: Metro, stop "Arts-Loi", lines 1, 2, 5, 6

Phone: +32 (0)2 430 24 08
Email: aldabrussels@aldaintranet.org

Office in Vicenza

Viale Milano 66
36100 Vicenza - Italy

Phone: +39 04 44 54 01 46
Fax: +39 04 44 23 10 43
Mail : aldavicenza@aldaintranet.org

 

 

Office in Skopje

Bld. Partizanski odredi 43B/1-5
1000 Skopje, Macedonia

Phone: +389 (0) 2 6091 060
Mail: aldaskopje@aldaintranet.org

Office in Subotica

Trg Cara Jovana Nenada 15
SRB-24000 Subotica - Serbia 

Phone: +381 24 554 587
Fax: +381 24 554 587