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Crisi europea: l'urgente necessità di rafforzare la partecipazione dei cittadini e la governance locale. Verso l'Anno europeo della cittadinanza 2013.

Dicembre 19, 2011

Buon governo

L'Europa è molto diversa ora rispetto all'inizio dell'anno appena trascorso. È difficile prevedere quanto cambierà nel 2012. La crisi finanziaria, che ha colpito le economie di tutti gli Stati europei e poi ha afflitto in modo particolare l'Eurozona, detta ora l'agenda di tutti i vertici europei. Tuttavia, una delle vittime di quest'ultimo anno non è solo l'economia, ma anche la percezione che i cittadini hanno del progetto europeo.
Oggi, l'opinione pubblica lo percepisce come un progetto che punisce gli Stati "in difficoltà". Si tratta, tuttavia, di un vecchio e noto stratagemma degli Stati membri europei, che addossano all'Unione europea il ruolo di capro espiatorio di tutti i problemi. Il progetto europeo è, per noi, la visione di uno spazio comune di pace e prosperità, ora messo a repentaglio dal 2011 e da tutte le sue misure volte a contrastare i default finanziari.
La partecipazione dei cittadini alle decisioni future e complesse dell'Unione europea non può essere sospesa "fino a quando la crisi non sarà passata o risolta". Ogni decisione deve essere basata su un approccio partecipativo e deve tenere conto dei cittadini e della società civile, capaci di comprendere e affrontare i problemi insieme. È giunto il momento di porre i cittadini, la cittadinanza europea e l'identità europea in cima all'agenda. Più difficili saranno i tempi a venire, più avremo bisogno di rilanciare il progetto europeo e l'identità europea, fondati su valori e obiettivi comuni.
La vera attenzione ai diritti umani, alle società democratiche e partecipative e a un approccio dal basso verso l'alto deve guidare il futuro processo decisionale nell'Unione europea, all'interno dell'UE e anche nelle politiche con gli Stati vicini (Partenariato orientale e Mediterraneo) e ancor più nel processo di allargamento. L'Europa deve essere percepita ora più come una scelta di società e valori e non essere ridotta alla mera risoluzione dei problemi di bilancio, per quanto importanti siano, come ben sappiamo, queste questioni. L'approccio deve valorizzare e destinare risorse al programma "L'Europa per i cittadini" (e non viceversa) e fornire ulteriori risorse alla governance locale e al coinvolgimento della società civile nei programmi di cooperazione dell'UE. Altrimenti, una volta trovata la via d'uscita dal punto di vista finanziario, ci renderemo conto che nessuno vorrà più far parte del club...
Ci aspettano molte cose da fare quest'anno e nel prossimo periodo 2014-2020. Prima di allora, ci concentreremo sull'Anno della Cittadinanza 2013 e lo prepareremo al meglio, innanzitutto promuovendo il riconoscimento di questo anno come Anno dell'Identità e della Cittadinanza Europea, e non come mero obbligo giuridico. Dovremmo incentivare le parti interessate europee a considerarlo una grande e opportuna opportunità per sollevare la questione a tutti i livelli, accompagnando le misure rigorose e dolorose che ci riguarderanno tutti.

Antonella Valmorbida
Direttore ALDA