Il primo giorno dell'anno è di solito dedicato a fare un bilancio del passato e a pianificare il futuro. Questo gennaio 2021 è pieno di incertezze e dobbiamo guardare ai prossimi mesi in modo diverso. Tuttavia, la gravità della situazione necessita contromisure diverse dal panico o dalle reazioni scomposte verso qualsiasi cosa accada nel mondo, come l'assalto al Campidoglio o l'incidente aereo nelle acque dell'Indonesia.

La prima cosa da fare è adottare un comportamento attento e consapevole per contrastare la diffusione della pandemia. Al momento, il vaccino è stato identificato, grazie ad una cooperazione senza precedenti di tutta la comunità scientifica. Da un punto di vista europeo, l'Unione non ha collassato - come alcuni si sarebbero aspettati - ma al contrario si è rivelata essere una fortezza di coordinamento e di unità.

Inoltre, in occasione del suo discorso annuale il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha menzionato per la prima volta, ripetutamente, l'importanza fondamentale dell'unità europea. Questa minaccia globale richiede una risposta globale. In questo senso, l'Unione Europea ha fatto un passo da gigante sia nella sua risposta alla crisi sia nel suo funzionamento, con politiche e programmi di finanziamento che vanno ben oltre ciò che si pensava fosse possibile prima della pandemia. Questo è un buon segno: se vogliamo, possiamo fare di più. Le democrazie possono gestire crisi e trovare soluzioni. Ci aspettiamo molto dalla nostra unità europea e dobbiamo considerarla come un valore aggiunto che ci permetta di far fronte a questa tragica situazione globale. Le nostre vite e le nostre attività lavorative devono adottare un nuovo ritmo e modi differenti di funzionare e tutti noi siamo chiamati ad affrontare questo stravolgimento, per il tempo che sarà necessario.

Nonostante la voglia di tornare a stare insieme e vicini, per il momento non ci resta che utilizzare Zoom ed altri strumenti di connessione virtuale per restare in contatto pur mantenendo la distanza sociale e continuando ad essere prudenti. Siamo forse tutti stanchi, ma dobbiamo il nostro senso di responsabilità civica a tutte le persone che hanno perso i propri cari a causa del virus e del comportamento irresponsabile di alcuni. Inoltre, lo dobbiamo a tutti coloro che attualmente combattono negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva. Non dovremmo osare lamentarci di "un'altra chiamata su Zoom"

"Se vogliamo, possiamo fare di più. Le democrazie possono gestire crisi e trovare soluzioni"

Il secondo aspetto fondamentale oggi è la solidarietà e la cura. Alcuni di noi sono meno abbienti di altri. Le difficoltà economiche e sociali sono messe in discussione e aggravate da questa situazione e chi ha sofferto prima soffre ancora di più oggi. Dobbiamo porre l'accento sull'attenzione sociale e prenderci cura l'uno dell'altro. Per fare un esempio, la drammatica situazione degli Stati Uniti, per molti versi, ha una valenza fondamentale in un'ottica globale, ma l'attenzione macroscopica che le viene rivolta nei nostri media è anche un anestetico per tutti noi e ci consente di distrarre l'attenzione da ciò che sta succedendo nella nostra dimensione locale, nel nostro cortile, nel nostro palazzo e nelle nostre città. É un'altra serie cinematografica proposta al telegiornale. Prendiamoci cura delle nostre comunità e troviamo ogni modo possibile per rimanere una comunità sociale, lavorando con le autorità locali e i centri di volontariato, in una maniera adeguata a proteggere la salute di tutti.

Questa situazione incredibilmente grave è un campanello d'allarme per gli europei e in generale per gli occidentali, che stanno scoprendo brutalmente di far parte di una dimensione più ampia, comprendendo forse per la prima volta quanto l'intero pianeta sia intrinsecamente connesso in tutte le sue parti e che da un momento all'altro siamo alla mercé dei disastri e dell'incertezza, come accade per moltissime persone nel mondo.

ALDA ed io lavoriamo da più di 20 anni con coloro che hanno visto la propria vita capovolgersi da un giorno all'altro, perdendo tutto e andando avanti nella vita senza sapere cosa avverrà il giorno seguente. Dobbiamo imparare da loro adesso, dai Balcani, dall'Europa dell'Est, dall'Africa, e imparare come essere resilienti e, fondamentalmente, andare avanti.

Buon anno a tutti e unitevi ad ALDA, lavorando con le comunità locali per le comunità locali.

 

Antonella Valmorbida

Segretario Generale di ALDA - Associazione Europea per la Democrazia Locale

[Immagine scattata durante l'Assemblea generale ALDA 2019 a Caen, Francia]

Il primo giorno dell'anno è di solito dedicato a fare un bilancio del passato e a pianificare il futuro. Questo gennaio 2021 è pieno di incertezze e dobbiamo guardare ai prossimi mesi in modo diverso. Tuttavia, la gravità della situazione necessita contromisure diverse dal panico o dalle reazioni scomposte verso qualsiasi cosa accada nel mondo, come l'assalto al Campidoglio o l'incidente aereo nelle acque dell'Indonesia.

La prima cosa da fare è adottare un comportamento attento e consapevole per contrastare la diffusione della pandemia. Al momento, il vaccino è stato identificato, grazie ad una cooperazione senza precedenti di tutta la comunità scientifica. Da un punto di vista europeo, l'Unione non ha collassato - come alcuni si sarebbero aspettati - ma al contrario si è rivelata essere una fortezza di coordinamento e di unità.

Inoltre, in occasione del suo discorso annuale il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha menzionato per la prima volta, ripetutamente, l'importanza fondamentale dell'unità europea. Questa minaccia globale richiede una risposta globale. In questo senso, l'Unione Europea ha fatto un passo da gigante sia nella sua risposta alla crisi sia nel suo funzionamento, con politiche e programmi di finanziamento che vanno ben oltre ciò che si pensava fosse possibile prima della pandemia. Questo è un buon segno: se vogliamo, possiamo fare di più. Le democrazie possono gestire crisi e trovare soluzioni. Ci aspettiamo molto dalla nostra unità europea e dobbiamo considerarla come un valore aggiunto che ci permetta di far fronte a questa tragica situazione globale. Le nostre vite e le nostre attività lavorative devono adottare un nuovo ritmo e modi differenti di funzionare e tutti noi siamo chiamati ad affrontare questo stravolgimento, per il tempo che sarà necessario.

Nonostante la voglia di tornare a stare insieme e vicini, per il momento non ci resta che utilizzare Zoom ed altri strumenti di connessione virtuale per restare in contatto pur mantenendo la distanza sociale e continuando ad essere prudenti. Siamo forse tutti stanchi, ma dobbiamo il nostro senso di responsabilità civica a tutte le persone che hanno perso i propri cari a causa del virus e del comportamento irresponsabile di alcuni. Inoltre, lo dobbiamo a tutti coloro che attualmente combattono negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva. Non dovremmo osare lamentarci di "un'altra chiamata su Zoom"

"Se vogliamo, possiamo fare di più. Le democrazie possono gestire crisi e trovare soluzioni"

Il secondo aspetto fondamentale oggi è la solidarietà e la cura. Alcuni di noi sono meno abbienti di altri. Le difficoltà economiche e sociali sono messe in discussione e aggravate da questa situazione e chi ha sofferto prima soffre ancora di più oggi. Dobbiamo porre l'accento sull'attenzione sociale e prenderci cura l'uno dell'altro. Per fare un esempio, la drammatica situazione degli Stati Uniti, per molti versi, ha una valenza fondamentale in un'ottica globale, ma l'attenzione macroscopica che le viene rivolta nei nostri media è anche un anestetico per tutti noi e ci consente di distrarre l'attenzione da ciò che sta succedendo nella nostra dimensione locale, nel nostro cortile, nel nostro palazzo e nelle nostre città. É un'altra serie cinematografica proposta al telegiornale. Prendiamoci cura delle nostre comunità e troviamo ogni modo possibile per rimanere una comunità sociale, lavorando con le autorità locali e i centri di volontariato, in una maniera adeguata a proteggere la salute di tutti.

Questa situazione incredibilmente grave è un campanello d'allarme per gli europei e in generale per gli occidentali, che stanno scoprendo brutalmente di far parte di una dimensione più ampia, comprendendo forse per la prima volta quanto l'intero pianeta sia intrinsecamente connesso in tutte le sue parti e che da un momento all'altro siamo alla mercé dei disastri e dell'incertezza, come accade per moltissime persone nel mondo.

ALDA ed io lavoriamo da più di 20 anni con coloro che hanno visto la propria vita capovolgersi da un giorno all'altro, perdendo tutto e andando avanti nella vita senza sapere cosa avverrà il giorno seguente. Dobbiamo imparare da loro adesso, dai Balcani, dall'Europa dell'Est, dall'Africa, e imparare come essere resilienti e, fondamentalmente, andare avanti.

Buon anno a tutti e unitevi ad ALDA, lavorando con le comunità locali per le comunità locali.

 

Antonella Valmorbida

Segretario Generale di ALDA - Associazione Europea per la Democrazia Locale

 

[Immagine scattata durante l'Assemblea generale ALDA 2019 a Caen, Francia]