Tutta la contea di Sisak è stata scossa quella mattina di martedì 29 dicembre 2020 pochi minuti dopo mezzogiorno. L’epicentro era a soli 5 km da Petrinja, ma il terremoto ha colpito l'intera area, in particolare le città di Glina e Sisak.

Specularmente, anche ALDA è stata scossa quel giorno: questa notizia scioccante ha lasciato tutti noi attoniti e impotenti di fronte alla catastrofe che stava avvenendo in una delle città dove ALDA è nata: Sisak.

Sisak ospita infatti la terza Agenzia della Democrazia Locale, aperta nel 1996, ancora prima della creazione di ALDA. L'ADL Sisak è stata inizialmente guidata da Antonella Valmorbida, ora segretario generale di ALDA, che ha poi passato la guida a Paula Rauzan, l'attuale delegata.

L'ADL Sisak, fin dai suoi inizi, è stata una risorsa preziosa per la popolazione locale grazie alle sue costanti attività svolte in partenariato con il Comune di Sisak, membro di ALDA dal 2009 e altre organizzazioni della società civile del territorio.

Oggi, l'ADL è un'istituzione rinomata in città e nella contea, nonché uno stakeholder chiave per lo sviluppo della regione, i cui locali ospitano (o per meglio dire ospitavano) il Centro di Volontariato di Sisak.

Paula, nonostante tutte le notizie sui media di massa e locali, com'è la situazione in città, come la descriveresti?

Qui a Sisak, le cose stanno lentamente, ma costantemente, andando avanti. Tuttavia, c'è una sensazione generale di confusione e caos. Quello che è successo è stato totalmente imprevedibile e ci ha colto nel bel mezzo delle vacanze di Natale, un periodo dell'anno in cui le persone che vivono e lavorano all'estero stanno tornando a casa e la città è molto affollata.

Ciò che continua a sconvolgermi ogni giorno, quando cammino per la città, è rendermi conto che quasi nessun edificio è "sopravvissuto" al terremoto. In questo momento, Sisak è una città completamente priva di istituzioni e servizi, fisicamente parlando, la maggior parte delle costruzioni, dal Comune ai supermercati, ai negozi, alle case e perfino alle scuole hanno subìto grossi danni strutturali e non sono abbastanza sicuri da essere utilizzati.

Oggi, Sisak è una città in cui a solo poche istituzioni pubbliche sono rimaste in piedi le loro strutture, e la routine della vita quotidiana della gente comune è messa estremamente a dura prova considerando i servizi di base. Viviamo in un luogo dove nulla può più essere dato per scontato. Ieri mi sono ritrovata a chiedermi se a Sisak fosse rimasta una lavanderia a secco.

Inoltre, in alcune parti della città gli edifici sembrano essere in buone condizioni, a prima vista; invece, più ci si avvicina, più i danni strutturali sono visibili.

Ma la perdita più grande di tutte è sicuramente la perdita di vite umane. Finora il terremoto ha causato la morte di 7 persone.

Camminando in città, realizzo che quasi nessun edificio è "sopravvissuto" al terremoto

Come funziona la gestione della crisi? Come vengono gestiti gli aiuti?

Devo dire che la solidarietà dimostrata da individui, associazioni, aziende è enorme. Anche le istituzioni stanno facendo la loro parte, ma è davvero sorprendente il numero di organizzazioni e iniziative non formali che sono scese in campo per aiutarci.

Tra tutti i problemi, il più grande è probabilmente il gran numero di persone rimaste senza una casa, e un posto per dormire. Come se non bastasse, questo inverno è stato particolarmente freddo, e la neve ha iniziato a cadere proprio il giorno dopo il terremoto. La maggior parte degli sforzi ora si concentrano sia sulla mappatura delle persone in difficoltà, molte delle quali si trovano in luoghi remoti della contea, sia sulla ricerca di soluzioni temporanee per aiutare queste persone a sopravvivere alla stagione.

 

Quali sono le condizioni dell'ADL Sisak?

Purtroppo, l'ADL Sisak non ha più la sua sede. L'edificio è ancora in piedi ma presenta danni ingenti in tutte le sue parti e non è raccomandato farne uso.

Tuttavia, la situazione è la stessa per un gran numero di organizzazioni della società civile: posso ricordare solo alcune associazioni la cui sede non è stata ancora distrutta. Nonostante questo, tutte le organizzazioni continuano a lavorare. Le persone stanno effettivamente organizzando incontri d'affari all'esterno, nella neve.

Tornando all'ADL Sisak, in linea con la nostra missione che è il sostegno ai processi democratici locali, stiamo riorientando il nostro lavoro e quello dei volontari per essere il più possibile utili ai cittadini.

Il nostro staff è ora attivo su due fronti: stiamo cercando di terminare tutte le attività in corso e di finire tutti i report dei progetti (un compito classico in questo periodo dell'anno). Stiamo poi mappando i bisogni della comunità per portare un aiuto specifico: l'ADL Sisak ha una forte componente di volontariato, quindi stiamo convogliando energie e forze a seconda della situazione.

A mia volta, devo davvero ringraziare il Centro Croato per lo Sviluppo del Volontariato che ci sta dando un grande supporto. In realtà, tutte le nostre reti sono di grande sostegno, sia ALDA che il South East European Youth Network.

Paula, in quanto delegata dell'ADL Sisak, come è cambiata la tua routine quotidiana?

La mia nuova routine quotidiana... in realtà, sono quasi tutto il giorno al telefono!

Fare piani per la giornata è impossibile e la situazione e le priorità cambiano ogni ora. Per questo motivo, cerco sempre di essere in contatto con i colleghi, i volontari e le altre organizzazioni. Come organizzazioni della società civile, cerchiamo di cooperare e di aiutarci a vicenda il più possibile.

Cosa succederà dopo?

La situazione è molto imprevedibile, in primo luogo perché la Terra non ha ancora smesso di tremare. Ogni giorno ci sono nuove piccole scosse che continuano a peggiorare la situazione e le condizioni degli edifici.

L'unica cosa certa è che questa zona avrà bisogno di aiuto per molto tempo, dal punto di vista economico e sociale. Infatti, considerando la situazione da una prospettiva più ampia, tutto questo si aggiunge alla pandemia di Covid-19 già esistente: un contesto che non fa che aumentare il rischio crescente e l'incertezza, peggiorando le condizioni mentali della gente.

Per concludere, c'è un'altra minaccia per la città e la sua popolazione: l'esodo delle persone e delle attività commerciali. Molte sono le persone che hanno lasciato la zona dopo il terremoto: private cittadini e uomini d'affari, considerando che diverse centinaia di aziende hanno perso le loro sedi.

Questa situazione rappresenta una minaccia per tutta la regione, che potrebbe ritrovarsi vuota e svuotata di una parte importante della sua componente sociale ed economica nel periodo a venire.

 

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Tutta la contea di Sisak è stata scossa quella mattina di martedì 29 dicembre 2020 pochi minuti dopo mezzogiorno. L’epicentro era a soli 5 km da Petrinja, ma il terremoto ha colpito l'intera area, in particolare le città di Glina e Sisak.

Specularmente, anche ALDA è stata scossa quel giorno: questa notizia scioccante ha lasciato tutti noi attoniti e impotenti di fronte alla catastrofe che stava avvenendo in una delle città dove ALDA è nata: Sisak.

Sisak ospita infatti la terza Agenzia della Democrazia Locale, aperta nel 1996, ancora prima della creazione di ALDA. L'ADL Sisak è stata inizialmente guidata da Antonella Valmorbida, ora segretario generale di ALDA, che ha poi passato la guida a Paula Rauzan, l'attuale delegata.

L'ADL Sisak, fin dai suoi inizi, è stata una risorsa preziosa per la popolazione locale grazie alle sue costanti attività svolte in partenariato con il Comune di Sisak, membro di ALDA dal 2009 e altre organizzazioni della società civile del territorio.

Oggi, l'ADL è un'istituzione rinomata in città e nella contea, nonché uno stakeholder chiave per lo sviluppo della regione, i cui locali ospitano (o per meglio dire ospitavano) il Centro di Volontariato di Sisak.

Paula, nonostante tutte le notizie sui media di massa e locali, com'è la situazione in città, come la descriveresti?

Qui a Sisak, le cose stanno lentamente, ma costantemente, andando avanti. Tuttavia, c'è una sensazione generale di confusione e caos. Quello che è successo è stato totalmente imprevedibile e ci ha colto nel bel mezzo delle vacanze di Natale, un periodo dell'anno in cui le persone che vivono e lavorano all'estero stanno tornando a casa e la città è molto affollata.

Ciò che continua a sconvolgermi ogni giorno, quando cammino per la città, è rendermi conto che quasi nessun edificio è "sopravvissuto" al terremoto. In questo momento, Sisak è una città completamente priva di istituzioni e servizi, fisicamente parlando, la maggior parte delle costruzioni, dal Comune ai supermercati, ai negozi, alle case e perfino alle scuole hanno subìto grossi danni strutturali e non sono abbastanza sicuri da essere utilizzati.

Oggi, Sisak è una città in cui a solo poche istituzioni pubbliche sono rimaste in piedi le loro strutture, e la routine della vita quotidiana della gente comune è messa estremamente a dura prova considerando i servizi di base. Viviamo in un luogo dove nulla può più essere dato per scontato. Ieri mi sono ritrovata a chiedermi se a Sisak fosse rimasta una lavanderia a secco.

Inoltre, in alcune parti della città gli edifici sembrano essere in buone condizioni, a prima vista; invece, più ci si avvicina, più i danni strutturali sono visibili.

Ma la perdita più grande di tutte è sicuramente la perdita di vite umane. Finora il terremoto ha causato la morte di 7 persone.

Camminando in città, realizzo che quasi nessun edificio è "sopravvissuto" al terremoto

Come funziona la gestione della crisi? Come vengono gestiti gli aiuti?

Devo dire che la solidarietà dimostrata da individui, associazioni, aziende è enorme. Anche le istituzioni stanno facendo la loro parte, ma è davvero sorprendente il numero di organizzazioni e iniziative non formali che sono scese in campo per aiutarci.

Tra tutti i problemi, il più grande è probabilmente il gran numero di persone rimaste senza una casa, e un posto per dormire. Come se non bastasse, questo inverno è stato particolarmente freddo, e la neve ha iniziato a cadere proprio il giorno dopo il terremoto. La maggior parte degli sforzi ora si concentrano sia sulla mappatura delle persone in difficoltà, molte delle quali si trovano in luoghi remoti della contea, sia sulla ricerca di soluzioni temporanee per aiutare queste persone a sopravvivere alla stagione.

 

Quali sono le condizioni dell'ADL Sisak?

Purtroppo, l'ADL Sisak non ha più la sua sede. L'edificio è ancora in piedi ma presenta danni ingenti in tutte le sue parti e non è raccomandato farne uso.

Tuttavia, la situazione è la stessa per un gran numero di organizzazioni della società civile: posso ricordare solo alcune associazioni la cui sede non è stata ancora distrutta. Nonostante questo, tutte le organizzazioni continuano a lavorare. Le persone stanno effettivamente organizzando incontri d'affari all'esterno, nella neve.

Tornando all'ADL Sisak, in linea con la nostra missione che è il sostegno ai processi democratici locali, stiamo riorientando il nostro lavoro e quello dei volontari per essere il più possibile utili ai cittadini.

Il nostro staff è ora attivo su due fronti: stiamo cercando di terminare tutte le attività in corso e di finire tutti i report dei progetti (un compito classico in questo periodo dell'anno). Stiamo poi mappando i bisogni della comunità per portare un aiuto specifico: l'ADL Sisak ha una forte componente di volontariato, quindi stiamo convogliando energie e forze a seconda della situazione.

A mia volta, devo davvero ringraziare il Centro Croato per lo Sviluppo del Volontariato che ci sta dando un grande supporto. In realtà, tutte le nostre reti sono di grande sostegno, sia ALDA che il South East European Youth Network.

Paula, in quanto delegata dell'ADL Sisak, come è cambiata la tua routine quotidiana?

La mia nuova routine quotidiana... in realtà, sono quasi tutto il giorno al telefono!

Fare piani per la giornata è impossibile e la situazione e le priorità cambiano ogni ora. Per questo motivo, cerco sempre di essere in contatto con i colleghi, i volontari e le altre organizzazioni. Come organizzazioni della società civile, cerchiamo di cooperare e di aiutarci a vicenda il più possibile.

Cosa succederà dopo?

La situazione è molto imprevedibile, in primo luogo perché la Terra non ha ancora smesso di tremare. Ogni giorno ci sono nuove piccole scosse che continuano a peggiorare la situazione e le condizioni degli edifici.

L'unica cosa certa è che questa zona avrà bisogno di aiuto per molto tempo, dal punto di vista economico e sociale. Infatti, considerando la situazione da una prospettiva più ampia, tutto questo si aggiunge alla pandemia di Covid-19 già esistente: un contesto che non fa che aumentare il rischio crescente e l'incertezza, peggiorando le condizioni mentali della gente.

Per concludere, c'è un'altra minaccia per la città e la sua popolazione: l'esodo delle persone e delle attività commerciali. Molte sono le persone che hanno lasciato la zona dopo il terremoto: private cittadini e uomini d'affari, considerando che diverse centinaia di aziende hanno perso le loro sedi.

Questa situazione rappresenta una minaccia per tutta la regione, che potrebbe ritrovarsi vuota e svuotata di una parte importante della sua componente sociale ed economica nel periodo a venire.

 

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