Il 28 e 29 settembre 2022, il team di ALDA ha partecipato all'evento sulla lotta ai crimini d'odio e all’hate speech presso il Parlamento europeo. 

L'evento si è svolto nell'ambito del progetto STAND-UP, che mira a contrastare l'odio nell'UE; l'obiettivo è creare un quadro completo di contrasto ai crimini d'odio che copra tutte le componenti del processo di contrasto all'odio, denuncia, indagine, perseguimento e prevenzione (RIPP), inserito in un quadro di sostegno alle vittime. Il progetto è rivolto a Francia, Grecia, Italia e Spagna. 

“Definire i crimini d'odio: verso una definizione comune europea" è già il secondo evento del progetto ospitato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Trento (leader). In precedenza, il consorzio si era riunito a Granada per il kick-off tenuto dalla Fundacion Euroárabe de altos estudios (FUNDEA).

L'evento di due giorni a Bruxelles è iniziato con la tavola rotonda degli esperti che rappresentano diverse agenzie nazionali e internazionali coinvolte nello sviluppo e nell'attuazione di regolamenti politici su hate speech e sui crimini d’odio - CoE, DG Giustizia, OSCE e altri. 

Giovanni Gasparini, sostituto procuratore della Repubblica di Venezia (VEJudPol), ha aperto la sessione con una panoramica generale del progetto STAND-UP e dei suoi obiettivi. Ha definito il concetto di "crimine d'odio" come un reato commesso con un motivo di pregiudizio come elemento distintivo e ha introdotto le sfide legate al perseguimento di tale reato. A seguire Viktoer Kundrak, responsabile per i crimini d'odio dell'OSCE, ha riassunto il modo in cui l'OSCE legifera contro i crimini d'odio.

Menno Ettema, Programme manager e co-segretario dell'ex Comitato di esperti sulla lotta ai discorsi d'odio del Consiglio d'Europa, ha parlato della Raccomandazione sulla lotta all’hate speech, che rappresenta il principale quadro di riferimento giuridico e politico per prevenire e combattere questa situazione. Ettema ha tuttavia sottolineato la natura non vincolante della Raccomandazione, che ne determina l'applicazione arbitraria da parte degli Stati membri.

In apertura del secondo panel, Viviana Gullo, Junior Project Manager di AGENFOR, ha presentato il caso della dottoressa austriaca Lisa-Maria Kellermeyer, vittima di hate speech e cyber bulling da parte degli anti-vaxxer. Per mesi, la dottoressa ha denunciato attacchi sui social media e lettere minatorie da parte di persone che scrivevano di voler "massacrare" lei e il suo staff, che non sono state riconosciute come reato né indagate adeguatamente dalle forze dell'ordine. Il caso si è concluso con il suicidio della dottoressa e ha suscitato una maggiore attenzione alla regolamentazione legale dell’hate speech. Questo esempio è servito a dimostrare come il progetto STAND-UP avrebbe definito un modello per affrontare i fenomeni di odio e prevenirli.

Nel suo discorso sull'educazione, Alberto Izquierdo Montero, dell'UNED MADRID, ha parlato di visualizzare i meccanismi dell’hate speech per leggere criticamente il mondo. Si è concentrato sull'importanza dell'educazione nell'affrontare il discorso dell'odio, presentando una ricerca partecipativa sugli adolescenti che si trovano ad affrontare questo problema, per identificare scenari, agenti e strategie di coping.

L'ultima sessione, incentrata sul ruolo della società civile nell'affrontare i crimini d'odio, è stata aperta dalla professoressa Vasiliki Artinopoulou, dell'Organizzazione europea di diritto pubblico (EPLO) e membro della SPT UN. La professoressa Artinopoulou ha sottolineato l'importanza di risposte coordinate per affrontare questi fenomeni, in particolare il valore aggiunto di un sistema congiunto tra il sistema giudiziario e le OSC per condividere informazioni e collaborare. "Viviamo in un'epoca di conflitti, austerità, recessione e insicurezza, e quindi ci sono solo pochi valori non negoziabili, come la dignità umana, il rispetto e la giustizia", ha osservato la professoressa.


L'importanza dell'educazione per affrontare l’hate speech


Durante la seconda giornata, Alessandra Brigo, Project Manager e Coordinatrice dell'HUB Genere, Inclusione e Diritti Umani di ALDA, ha presentato i risultati dei focus group tenuti tra maggio e luglio 2022 in Italia, Spagna e Grecia. Uno dei risultati più eclatanti della ricerca ha rivelato i pregiudizi delle forze dell'ordine e dei dipartimenti di polizia in materia di razzismo, colpevolizzazione delle vittime e altro. La collega di ALDA ha suggerito che il progetto STAND-UP rappresenta un'opportunità unica per affrontare questi pregiudizi e ha esortato a prestarvi particolare attenzione, per avere un impatto reale sui sistemi dei Paesi interessati.

Nella discussione sulle migliori pratiche per contrastare i discorsi e i crimini d'odio, Giovanni Gasparini ha sottolineato che la legislazione nazionale esistente in Italia è scarsa, poco efficace e non inclusiva e che le disposizioni legali non sono in linea con l'evoluzione culturale della società.

Garyfallia Anastasopolou, Lucía García del Moral e Sergio Bianchi hanno discusso in una tavola rotonda sulle risposte coordinate per affrontare i crimini d'odio e sul ruolo delle organizzazioni della società civile.
Un contributo sulla tecnologia per prevenire l'hate speech è stato dato da Luigi Ranzato e Nicola Cordeschi della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Trento.

Cristina Rodríguez Reche, dell'Universitat Autònoma de Barcelona, ha parlato dell'importanza di una prospettiva di genere e intersezionale nel contesto dell'islamofobia in Europa.
A conclusione della sessione Carmelo Ruberto, ex Procuratore della Repubblica di Rovigo, ha parlato dell'etnia Sinti nel contesto dell'odio, presentando un caso reale di omicidio di C.E, di etnia Sinti, da parte del figlio minorenne e del suo complice morale. Il caso era rilevante perché il complice mostrava un forte atteggiamento razzista, ma questa aggravante non è stata presa in considerazione.

L'evento è stato una buona occasione per discutere di questo fenomeno, per vedere cosa è stato fatto e cosa deve essere affrontato nella prossima fase del progetto. 

 

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